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Come Ritornare al Primo Amore

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Come Ritornare al Primo Amore Apocalisse 2:5-712

Introduzione

Riflessione sulla lettera alla chiesa di Efeso.

Possiamo riflettere sul fatto che Gesù è in mezzo alla sua chiesa per valutare   le loro condizioni spirituali. In conseguenza ognuno deve essere consapevole della propria responsabilità dinanzi a Dio. Sia il ministro, sia la chiesa nel suo insieme e ogni membro individualmente deve considerare e curare il suo cammino col Signore. Nella seconda meditazione abbiamo enfatizzato il significato del primo amore. Le nostre considerazioni hanno abbracciato gli argomenti di come offrire il culto, non formale e liturgico ma fervente, spontanea, semplice e sentita. S’uè parlato anche dei rapporti tra fratelli, incitandoci all’uamore reciproco, un qualcosa che caratterizzava le prime comunità , i quali credenti erano assidui nel tempio e nella comunione fraterna. Dunque è necessario ristabilire un rapporto intimo e personale col Signore, volere stare da solo con lui nella sua presenza. Il fulcro dello studio per oggi è: come ritornare al primo amore. Vediamo quali sono gli elementi necessari per riaccendere questa fiamma nei nostri cuori.

1. Riascoltare la voce del Signore v.7

Non dimentichiamo, Dio è quello che comincia un’opera.                                                                                                                              La fonte della nostra ispirazione, forza e direzione viene da Dio. Senza l’uintervento dello Spirito Santo siamo morti, insensibili. è Lui che vivifica. La chiesa di Efeso non era consapevole della loro condizione, occorreva che il Signore gli illuminasse a riguardo. Essendo incapaci di proseguire il cammino senza la guida dello Spirito Santo è fondamentale dare ascolto alla sua voce senza mai contrastare, né contristare la Sua persona. E’ nella preghiera, nello stare davanti alla presenza del Signore e nel ascoltare la sua parola che Egli fa sentire la sua voce cfr. Atti 13:1-2. Efesini 4:11-15.

2. Ricordare il passato v.5a.       

La parola ricordare implica tornare indietro, riflettere sul passato, tirare fuori, dalla memoria, eventi, circostanze e situazioni che hanno segnato la vita. La chiesa di Efeso aveva una sua storia, guardando al loro passato potevano ricordare la nascita, lo sviluppo, il progresso dell’opera. Nel loro passato comunque avevano fatto anche qualche passo falso, la loro presente condizione era frutto di un errore commesso nel passato. Sia questo una lezione importante per noi, avvolte si lamenta della condizione spirituale di oggi, ricordiamoci che il presente è frutto di quello che è avvenuto nel passato. Si raccoglie ciò che si semina, se si è seminato male i risultati si vedano oggi. Nel dire, ricorda da dove sei caduta, Dio richiedeva che la chiesa ed i credenti valutassero le loro scelte, i loro principi, le loro posizioni, la loro mentalità , in quanto hanno commesso uno sbaglio. Dovevano tornare indietro per correggere errori commessi ieri. C’uera un peccato non confessato, un modo di fare errato che dovevano abbandonare, un mutamento che Dio non gradiva. Il credente è chiamato ad esaminare se stesso 1Co 11:28.Ga 6:4. Davide si sottoponeva allo scrutinio di Dio Salmo 26:2. 139:23-24.

Chi cammina senza mai fare una valutazione seria della sua vita, della sua condizione e delle sue scelte è un candidato eccellente per fare ciò che Dio non vuole. Siamo chiamati a riflettere sulla nostra condotta Aggeo 1:5-7. Così  facendo il Signore ci farà capire dove abbiamo sbagliato. Il ricordare nostro non dev’essere un paragonare la chiesa di oggi a quella di ieri, neanche la tua vita spirituale a quella di un credente con età pari magari a quella della tua nonna, senza mettere in dubbio che abbiamo da imparare da tanti di questi cari, ma con tutto rispetto anche essi hanno commessi errori come noi li commettiamo. Bisogna invece paragonare la chiesa di oggi con l’ isegnamento della parola di Dio.        Il nostro modello perfetto non è la chiesa di 30 o 40 anni fa, ma è la chiesa dell’era apostolica. Dobbiamo ricordare quella chiesa è tornare a rispecchiare essa. In parole povere siamo chiamati a ricordarci dei sentieri antichi, ritrovare la strada che abbiamo smarrito ieri.

3. Ravvedere v.5b. 

In questa parola dipende tutto l’esodo della lettera. Se questo avviene, allora le cose saranno come prima. Sentire la voce dello Spirito Santo, una ricerca nel passato per capire il punto da dove sei caduto e quindi scoprire il problema senza correggerlo è inutile. La chiesa doveva ravvedersi, dare una svolta all’andamento delle cose. Questa implica una sincera confessione ed un reale abbandono. Sembra strano parlare del ravvedimento di un credente o di una comunità , siamo propensi a pensare che è un argomento limitato a chi non crede, per essere salvati. Invece, è un’azione che si deve ripetere ogni talvolta che si devia dalla giusta strada. Un mancato ravvedimento sarebbe stato disastroso per la chiesa di Efeso v.5c.  Rimuovere il candelabro significa una chiesa priva di luce senza una testimonianza in efficace. Dinanzi alla società non avrebbe avuto nessun impatto e nessuna influenza. Man mano si sarebbe spenta e scomparsa. D’altronde una chiesa che ha perso il primo amore non aveva un grande valore cfr. I Corinzi. 12.

4. Riprodurre, compi le opere di prima. 

Il ravvedimento produce il suo frutto. Il tornare al primo amore quindi non doveva essere soltanto un argomento da discutere, ma una realtà da ricercare e riprodurre. Gesù ai farisei parlava di frutti di ravvedimento Luca 3:8.                  Non dovevano fermarsi finché questa riproduzione diventasse un cambiamento tangibile, visibile e reale. Compi le opere di prima, implicava formulare una nuova strategia o meglio rispolverare le attività , i sentimenti e gli impegni che prima erano così presenti nella chiesa. Non soltanto ma chiedere anche al Signore una fresca visione ed un rinnovato entusiasmo.

5.Ritentare di vincere.

La lettera conclude con un incoraggiamento e una nota di speranza. Il Signore invita la chiesa a vincere, il termine originale è prendere il sopravvento sulla situazione. Tale invito vuole dire che era possibile, il male non doveva per forza vincere, potevano combattere e portare la vittoria. E’ possibile innamorarsi di nuovo, il cuore può essere ancora unto e rinvigorito. Lo Spirito Santo desidera riaccendere quel primo zelo. Il premio è glorioso riavere accesso all’albero della vita. Adamo nell’uessere stato sopraffatto dalla tentazione ha perso questo privilegio è stato allontanato dal suo meraviglioso frutto. Cacciato dal giardino d’Eden, il paradiso terrestre negato l’uaccesso dai cherubini. Invece oggi la possibilità d’entrare in un paradiso, non terrestre, ma divino è dato ha chi vince, ed è possibile per mezzo del sangue dell’agnello.  Re 12:11

Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza

Dio ti benedica!