Apr
30

Non perderti d’animo

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Di quando in quando ci capita di essere scoraggiati, ma non siamo i soli… C”era molto da essere scoraggiati quando per la seconda volta l’apostolo Paolo scriveva ai cristiani di Corinto. Le sue circostanze personali non erano migliorate. Egli era afflitto in ogni maniera… perplesso… perseguitato… abbattuto’ (2 Co. 4:8,9). Tuttavia Paolo dichiara:

Non perdiamoci d’animo! (v. 1). Qual era il segreto della fiducia di Paolo?

Forse egli era un uomo molto ottimista?

Possedeva la capacità di sostenere le enormi afflizioni che incrociavano il suo cammino?

O faceva buon viso a cattivo gioco? No!

Qui siamo in presenza di qualcosa di più grande che un semplice sforzo umano.

Paolo aveva mille ragioni per sostenere le sue afflizioni. Egli ce ne dà le ragioni in 2 Corinzi 2-4.

L’Evangelo della gloria di Cristo

Perciò, avendo questo ministerio per la misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d’animo’ (4:1).

Di quale ministero sta parlando? Senza dubbio del ministero dell’Evangelo.

Al cap. 3 egli parla dell’Evangelo come del ‘ministero della giustizia’ (v. 9 ma al 4:4 egli lo chiama ‘l’Evangelo della gloria di Cristo’. Quale magnifica definizione!

Oggi spesso si offrono alle persone Evangeli dell’esperienza… della santità … della guarigione fisica… della ricchezza e della felicità , della guarigione interiore e di molte altre cose ancora. L’accento in questi casi è posto sull’interesse umano: ‘Ciò che Dio può fare se solamente voi gliene date la possibilità …’. Bisogna dunque adattare il messaggio per rispondere ai bisogni che l’essere umano sente, ci viene detto, in modo da interessare le persone d’oggi e per attrarli alla Chiesa. Paolo non avrebbe potuto essere più lontano da questa posizione.

L’Evangelo risponde certamente i bisogni dell’uomo, ma il suo scopo principale consiste nel glorificare Gesù Cristo e Dio Padre. Perché Dio dovrebbe salvare uomini e donne? ‘Per celebrare la gloria della sua grazia’ (Ef. 1:6).

Come dunque Cristo è stato glorificato nell’Evangelo, e come possiamo da questo trarne un insegnamento?
Cristo è glorificato nella Nuova Alleanza

Paolo era un servitore del Nuovo Patto, ‘non della lettera, ma dello Spirito, poiché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita’ (2 Co. 3:6). Il ministero del patto di Mosè ‘scolpito in lettere su pietre, fu glorioso’ (v. 7 accompagnato com’era da manifestazioni potenti e dalla maestà di Dio. Si trattava tuttavia di un ‘ministero della morte’ incapace di fornire vita spirituale.

Perché questo? Perché l’uomo non poteva ubbidire perfettamente alle esigenze che tutto questo comportava. Quale gloria più grande, dichiara Paolo, si trova nel Nuovo Patto in Cristo, ‘questo ministero della giustizia!’ (v. 9).

E se questo ministero è ‘molto più abbondante in gloria’, che cosa possiamo dire di Colui per il sangue del quale il Nuovo Patto è stato ratificato? Cristo è glorioso nella Sua ubbidienza al Padre. Egli lo è anche nel Suo amore per gli eletti, nell’umiliazione della sua incarnazione, nella purezza perfetta della Sua vita, nella grazia e nella verità che Egli rivelò, nell’autorità che Egli esercitò sulla natura e sulle potenze delle tenebre.

Cristo è inoltre glorioso nella Sua morte, nella Sua risurrezione e nella Sua ascensione alla destra della Maestà nei luoghi celesti. Soprattutto, però, l’Evangelo rivela la Sua gloria mostrandoLo come Colui che dà giustizia (la perfetta purezza di Cristo imputata al peccatore) e la vita (la dimora di Cristo nel credente per mezzo dello Spirito Santo a tutti quelli che ripongono in Lui la loro fede. La gloria di Cristo, conclude l’Apostolo, ‘è questa gloria che gli è superiore’ (v. 10).

Fino a che i nostri occhi sono fissi su Cristo, non scoraggiamoci.
Cristo è glorificato anche quando le persone respingono l’Evangelo

Un motivo di scoraggiamento sempre presente tra i cristiani, proviene dall’indifferenza con la quale spesso le persone accolgono l’Evangelo.

Noi li invitiamo alle nostre riunioni, diamo loro libri da leggere, testimoniamo loro della nostra fede in Cristo. Distribuiamo trattati ed organizziamo campagne di evangelizzazione, preghiamo per la conversione delle nostre famiglie e dei nostri vicini.

Tutto questo, però, sembra essere spesso vano. L’apostolo Paolo conosceva anche lui questo problema! Anche nel versetto dove si parla dell’Evangelo della gloria di Cristo, egli dice che gli increduli sono ciechi a questa gloria. Satana ha ‘accecato l’intelligenza’ delle persone, in modo che essi non comprendano l’Evangelo. Di conseguenza essi ‘periscono’

(2 Co. 4:3). La loro indifferenza non dovrebbe sorprenderci né scoraggiarci.

Comunque sia, dice l’Apostolo, l’Evangelo è proclamato. Cristo è onorato, e questo è gradito a Dio.

Predicando l’Evangelo, dichiara Paolo, ‘noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati e fra quelli che periscono’ (2 Co. 2:15).

La predicazione dell’Evangelo della gloria di Cristo non è mai una perdita di tempo!

Quale sia la reazione che otteniamo dalla parte di quelli che lo ascoltano, l’azione stessa di proclamare un tale Evangelo, è ‘un profumo gradevole’ a Dio.

Dio Ti Benedica!